Parto in anonimato, cos’è e come funziona?

parto anonimo
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Sono sempre di più purtroppo i casi di neonati abbandonati o talvolta uccisi dopo essere stati messi al mondo, l’ultimo caso avvenuto a Trieste dove un’altra neonata è deceduta dopo essere stata ritrovata in un giardino condominiale. I recenti fatti di cronaca hanno portato all’attenzione questo problema, tanto che gli esperti hanno fatto sapere che esiste la possibilità, per chi non lo sapesse, di partorire in anonimato. Cosa significa? La legge italiana prevede che una donna possa partorire regolarmente in una struttura ospedaliera e dunque, sotto lo stretto controllo sanitario di medici, in anonimato ovvero senza riconoscere il neonato.

La legge, dunque, pare tuteli sia la donna che non riconosce, che il neonato essendo due soggetti distinti ognuno con specifici diritti; dunque,  come abbiamo avuto modo di anticipare la legge permette alla donna di mettere al mondo il proprio figlio e di non riconoscerlo, lasciandolo nell’ospedale dove è nato affinché venga assicurata l’assistenza e anche la tutela giuridica. Ad ogni modo, il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto della nascita del bambino viene scritto che “quest’ultimo è nato da donna che non consente di essere nominata”. A questo punto, avviene l’immediata segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni della situazione di abbandono del neonato non riconosciuto e questo fa sì che il bambino possa essere adottato immediatamente, proprio perché ogni bambino ha diritto di vivere e di essere educato da una famiglia che possa assicurare lo status di figlio legittimo.

Va anche detto che la madre per particolari e gravi motivi che impediscono di formalizzare il riconoscimento, può chiedere al Tribunale per i minorenni presso il quale è stata aperta la procedura per la dichiarazione di adottabilità del neonato, un periodo di tempo per provvedere a riconoscimento un periodo massimo di 2 mesi.